giovedì 20 gennaio 2011

Toreo dei bar 2011 al via

Nell’anticipo di ieri sera svolto a Gemona, al Bar Julia, la Pizzeria Edelweiss di Piano Arta ha avuto la meglio nei confronti dei padroni di casa, che solo all’ultimo turno si sono arresi alla preparazione tecnica dei fratelli Volpi. Balzano dunque in testa gli uomini dell’Edelweiss, che ora si godranno le partite di sabato, attendendo quale squadra salirà in loro compagnia ai due punti.



Vediamo nella foto il candidato maestro Massimo Volpi della Pizzeria Edelweiss, autore ancora una volta, di una prestazione eccellente.

Dal M.V. del 19.01.2011

Al via la nuova stagione

Anche il 2011 accoglierà la nuova stagione agonistica con i vari campionati provinciali e regionali di dama italiana ed internazionale che i mesi di gennaio e febbraio dedicheranno loro in tutte le regioni d’Italia. Parallelamente tra Carnia e Gemonese nella giornata di sabato prossimo avrà inizio l’oramai storico torneo dei bar di dama italiana, giunto peraltro alla 33° edizione, sotto la cura e l’organizzazione del Circolo Damistico “Bruno Marini” di Tolmezzo. Anche quest’anno si contenderanno il titolo le otto formazioni che nella passata edizione si sono misurate dando uno spettacolo che mancava da molto tempo. Il titolo infatti si aggiudicò solo all’ultimo turno, premiando uno dei bar più attivi degli ultimi anni, il Bar “Merluzzi” di Piedim di Arta Terme, sotto la guida esperta del Candidato Maestro Giuliano Giacobbi, ben supportato dal Nazionale Giovanni Urban, dai Regionali Ivo Della Schiava e Denis Piutti e dall’ottimo scacchista, ora imprestato alla dama, Giuliano Querini. Si parla di grande spettacolo che da lungo mancava, per via della bellissima uniformità tecnica che scaturì in un entusiasmante e quanto mai istruttivo equilibrio, che mediante lo studio delle partite più difficili e privilegiando i giocatori meno esperti tramite l’assegnazione del colore più forte, determinò una dovuta e forzata analisi preventiva delle partite, in modo da poterle affrontare al meglio. Questo meccanismo stimolò e favorì la crescita tecnica di tutti i componenti del circolo, permettendo di conseguenza ai più esperti di prepararsi al meglio per le difficili future gare nazionali. Ed infatti, come da logica, i risultati non si fecero attendere, e già nel mese di febbraio scorso, dopo 40 anni di dominio triestino, fu Andrea Candoni di Tolmezzo ad aggiudicarsi il titolo di campione regionale assoluto di dama italiana. D’altra parte, le maggiori civiltà ci hanno sempre insegnato che solo evolvendo dalla base il tessuto sociale, mediante cultura e libertà, si può ambire ad una eccellente guida ai vertici della piramide sociale. Molto spesso ci si trova di fronte a dei principi di universalità che in più settori della vita possono essere applicati in modo corretto. Nella vita come nella dama occorre imparare a rispettare l’avversario, temendolo nella giusta misura, e cercando il sorpasso solo migliorando noi stessi, sempre in un’ottica di regolarità che la dama impone ed insegna. Si segnala inoltre che domenica prossima a Pordenone si disputerà il campionato regionale di dama italiana, valevole al 50% per il sistema elo. Si ricorda che nella passata edizione, svolta a Trieste, oltre al campione assoluto Andrea Candoni di Tolmezzo, già menzionato in precedenza, altra notizia importante riguardò Pietro Vidoni, presidente del CD “Bruno Marini” di Tolmezzo che si posizionò secondo assoluto a pari merito con il veterano Silvio Petean. Questa prestazione valse a Vidoni il superamento della soglia dei 3000 punti Elo, che vollero dire il tanto atteso quanto desiderato passaggio alla prestigiosa categoria di candidato maestro. Nel secondo gruppo ancora sorprese. Il nazionale udinese Lucien Zinutti si distinse ancora, e con una lucida quanto brillante prestazione si aggiudicò la gara. Nel terzo gruppo invece trovò onore il circolo dama club Pordenone, che con un Emilio Nadal da 10 e lode portò a casa un’importante vittoria. Vediamo infine nel diagramma, una combinazione di dama italiana dove il bianco vince un raffinato finale teorico. Soluzione: 13-10 25-21 26-22 21-26 10-05 26x19 06-10 14-18 10-06 01x10 06x15.

Dal M.V. del 12.01.2011

Alexander Dibman tra i grandi del damismo mondiale

Correva il 1975 quando il dodicenne Alexander “Sasha” Dibman si recò al palazzo dei pionieri di Leningrado, l’attuale San Pietroburgo, per occuparsi di scacchi. Era però capitato per caso nelle mani del famoso trainer damistico S. Manshin, il quale, lo avviò anche controvoglia nel mondo damistico, e che in seguito fu l’artefice del miracoloso destino sportivo del ragazzo. Infatti, poco più tardi nell’arco di una sola stagione, a Leningrado, già si era diffusa la voce che una nuova stella era nata. Il piccolo Sasha era già diventato Maestro, bruciando le tappe grazie ad una serie di straordinari piazzamenti, che tra i quali si ricordano il primo ax equo al campionato Urss Giovani del 1977 e dal 1978 al 1980 il medesimo risultato spartendosi prima il titolo con A. Baljakine e poi con E. Watoetin. Il 1980 segna il suo ingesso nell’arena internazionale partecipando al campionato del mondo Juniores svoltosi in Olanda a De-Ljr, terminando un solo punto dietro alle spalle del vincitore. L’anno seguente in una analoga competizione tra giocatori sovietici condivise il titolo con V. Virni. Il match di spareggio che ne conseguì a Tashkent decretò la vittoria del giocatore di Charkov che divenne la sua bestia nera. Terminò così, da secondo, la sua avventura ai tornei giovanili , quando nel 1979 già iniziò a seminare il panico nella massima divisione, conquistando una bellissima medaglia di bronzo al campionato sovietico tenutosi ad Odessa. In quell’occasione gli fu assegnata la nomina per il titolo di Grande Maestro Internazionale. Nel 1983 – 84 – 85 si confermò campione degli Urss, ma fu nell’autunno del 1986 che ricevette la consacrazione mondiale. Con un bottino di 28 punti su 38 conquistò a Groningen (Olanda) il titolo di Campione del Mondo. L’anno successivo difese il suo titolo in un incontro giocato nella fredda Irkutsk contro il fuoriclasse Anatòli Gantwarg, nel quale ne uscì vincitore, tenendosi stretto dunque per la seconda volta consecutiva il titolo iridato. Dopo questa eccezionale affermazione però la sua carriera damistica si è praticamente interrotta, eccezione fatta per una vittoria al torneo internazionale di Minsk del 1992 e qualche sporadica apparizione al campionato per club olandese negli anni seguenti. Attualmente vive e lavora in Germania con la sua famiglia. Damisticamente parlano, Dibman, è stato un giocatore determinante per lo sviluppo della teoria della dama internazionale con le sue idee strategiche che hanno concretamente contribuito alla formazione di molti damisti, tanto che il più volte campione mondiale Ton Sijbrands ha definito recentemente Dibman come il più grande damista di tutti i tempi. Vediamo infine un bel finale tratto dal famoso libro specializzato nei finali della dama italiana, denominato “Maccagni” dove il bianco muove e vince. (Soluzione: 04-08 03-07 10-06 16-20 06-02 20-15 02-06 14-19 06-03 07-12 22-27 12-16 27-23 19-22 23-19 B.V.)

venerdì 7 gennaio 2011

Dal M.V. del 05.01.2011

Nicola Fiabane, il veneziano terribile

L’impressionante carriera damistica del giovane Nicola Fiabane, ora trentaseienne, cominciò ovvero ricevette la svolta definitiva a Burano nel 1989, ai campionati italiani di dama italiana. Nella gara in questione, il gruppo dei maestri risultò in numero dispari, quindi mancò un giocatore per evitare il classico rimedio del riposo con i due punti ciascuno. Si iniziò a cercare un volontario (allora il regolamento lo permetteva) che osasse gareggiare nella categoria superiore. Ne uscì un ragazzino, appena iscrittosi alla categoria Regionale. Disse di essere disposto a giocare con i maestri. Più di qualcuno lo guardò storto, ma lui, zitto zitto, vinse contro tutti e si portò a casa il titolo. Pochi di loro prima di allora seppero chi fosse o come si chiamasse, ma dal 1989 tutti scopersero il suo nome, Nicola Fiabane di anni 14 divenne il nuovo campione italiano assoluto. Impressionante, non esistette altro aggettivo più appropriato per descrivere la carriera damistica del nuovo numero uno del damismo italiano. Fiabane, nato il 3 febbraio 1975 fu, ed ancora oggi detiene questo primato, il più giovane campione della storia. Mosse i primi passi ovvero mosse i primi pezzi per parlare in gergo, tra le mura di casa, come spesso accade per molti. Iniziò quindi a giocare le prime partitelle a soli sei anni, finchè il 13 marzo 1988 prese parte alla sua prima gara, il campionato provinciale veneziano, nella località di Burano, ottenendo un subito brillante quarto posto. Una settimana più tardi si presentò alla famosa gara di Santa Giustina, in provincia di Belluno, e collezionò il suo primo successo. Successivamente vinse anche al torneo di Bovo, gara interregionale di Burano, e due settimane più tardi fu già a Savona per disputare il campionato italiano ragazzi, che vinse superando tutti nettamente. Oramai tutti capirono che il ragazzo avrebbe fatto strada. Fu denominato “il veneziano terribile”, in quanto capace di vittorie su vittorie, una dietro all’altra, una macchina perfetta, che non s’inceppò mai. Infatti a soli undici mesi dalla data del suo esordio, diventò appunto campione italiano assoluto. Il ragazzo delle meraviglie promise bene sin dall’inizio, dotato di una teoria ed una tecnica perfette, capace a far impallidire anche i più esperti grandi maestri di allora. A quanti chiedessero quale fosse il suo segreto, egli rispose sempre la stessa cosa: “avere solo la dama in testa e niente altro”. “di solito, proseguiva, al pomeriggio studio e faccio i compiti fino alle otto, poi ceno e fino alle 22.30 studio la dama, a casa, sui libri e sulla damiera. Non ho altri hobby, per potermi concentrare meglio ho persino staccato il cavo della tv per non distrarmi” Il campionissimo Nicola, rimase ai vertici della dama italiana fino al 1996, data in cui, dopo aver conquistato il terzo titolo italiano decise di abbandonare la carriera agonistica a soli 21 anni. Ovviamente l’età pretendeva giustamente altre esigenze di vita, di lavoro e di responsabilità, che giudiziosamente sono state ascoltate. Non sia mai che prima o poi possa riprendere il percorso là dove è stato interrotto. Di certo sarebbe un grande rientro per tutta la federazione italiana, e per l’agonismo in generale. Vediamo infine un bel finale tratto dal libro “Maccagni” dove il bianco muove e vince. (Soluzione: 13-10 25-21 26-22 21-26 10-05 26x19 06-10 14-18 10-06 01x10 06x15 B.V.)

martedì 4 gennaio 2011

Buon anno!


Dal M.V. del 29.12.2010

"I bambini devono giocare a dama"

Lo slogan “i bambini devono giocare a dama” non è un esortazione al gioco o l’incoraggiamento di un appassionato di dama che vuole divulgare questo sport, ma una dichiarazione fatta in una conferenza stampa di quasi 40 anni fa (estate del 1970) dal prof. Carlo Sirtori, l’ allora direttore dell'Istituto Gaslini di Genova e presidente della Fondazione Carlo Erba di Milano. Il fatto che siano passati così tanti anni non cambia il valore delle affermazioni dello scienziato. Disse tra l'altro Sirtori: "Lo studio della personalità ci permette di affermare che il gioco della dama è un ottimo mezzo per valutare lo sviluppo mentale dei bambini. Da analisi statistiche risulta che a 5-6 anni un bimbo normalmente sviluppato dal punto di vista intellettuale, psichico e fisico, è in grado di giocare a dama. Un gioco che egli accetta e poi desidera perché gli dà anche il senso delle prime competizioni, delle prime vittorie, del diventare forte, autoritario. La dama quindi, è un mezzo semplice e sicuro per giudicare i nostri bimbi, una specie di test globale." Ora poiché si conoscono perfettamente i vantaggi che questo “sport del cervello” apporta a coloro che lo praticano rimane il dubbio del perché non venga data quindi la massima diffusione anche nelle scuole, contrariamente a quanto avviene in altri paesi. Bisogna comunque dire che più qualcosa si è fatto, da parte della Federazione Italiana Dama, in collaborazione anche con i dirigenti scolastici, per poi passare ai famosi giochi giovanili che senza dubbio sono un primo passo importante verso questa apertura. Proprio attraverso queste manifestazioni si è potuto avvicinare persone che oggi primeggiano anche nelle migliori categorie, ma la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa. Vediamo infatti nel consueto diagramma la posizione chiave della partita analizzata in seguito, giocata proprio nel corso delle ultime edizioni dei Giochi Sportivi Studenteschi, tra due dei più promettenti ragazzi che la Federazione ha avuto il piacere di coinvolgere. Ecco appunto la simpatica combinazione accorsa che scaturisce dall’apertura 49 proseguendo con una variante inconsueta che si discosta dalla moderna teoria. La Partita: 22-19, 11-14;24-20, 9-13; 20-15, 13-18; 21-17, 12-16; classico impianto che conduce a partite assai complicate conosciute come “simmetriche o di “groppo” poiché il nero esegue simmetricamente le mosse del suo avversario. Generalmente in queste partite sono favorevoli al secondo giocatore fino al centro partita ma generalmente nel pre - finale la situazione si capovolge, 28-24, 5-9; 26-21, 7-11 ecco che qui il nero anziché proseguire con la simmetrica 7-12 sceglie di effettuare questo attacco; ora il bianco anziché rispondere con la consueta copertura 24-20(A) accetta il cambio con 31-28, 11x20; 24x15, 2- 5, 28-24; 4-7?? (errore decisivo vedere schema). Alla posizione diagrammata il bianco esegue un simpatico tiro 17-13, 10x26; 29x13, 9x18; 19x10, 6x13; 15-12, 8x15; 23-20, 16x23; 27x4, con finale favorevole al Bianco. A) 24-20, 4-7; 32-28, 2-5; 28-24, 9-13; 29-26, 7-12; 27-22, 18x27; 31x22, 13-18; 22x13, 5-9; 30-27, 9x18; 26-22, 1-5; 22x13, 5-9; 21-18, 14x21; 25x18, 10-14; 19x10, 12x28; 20-15, 11x20; 24x15, 28-31; 15-11, 31x22; 11x2, 22-19; 2-6, 19-14, 10-5, 14x21; Patta.

Dal M.V. del 22.12.2010

I verdetti della stagione

L’anno sta pian piano volgendo al termine e con esso anche la stagione agonistica si è ufficialmente messa a riposo per le feste e le celebrazioni natalizie. Questo 2010 è stato per quanto riguarda la nostra regione, ricco di novità operative e soddisfazioni dal punto di vista organizzativo e strutturale, che assieme alle pure prestazioni sportive di tutto rispetto, hanno dato buona luce al movimento damistico friulano agli occhi sia della Federazione Italiana Dama, sia nei riguardi dei damisti di tutta la penisola, isole comprese. Iniziando per ordine cronologico, la prima gara di rilievo da ricordare, sempre per quanto concerne il Friuli Venezia Giulia, è il campionato regionale di dama italiana svoltosi a Trieste. Ebbene, dopo 40 anni il titolo di campione assoluto approdò a Tolmezzo, grazie alle prodezze del proprio massimo rappresentante, il Candidato Maestro Andrea Candoni di Tolmezzo, nonché consigliere federale. Poco più tardi a Tolmezzo, si svolsero i campionati regionali di dama internazionale, dove per doverosa “par condicio” si aggiudicò il titolo il Grande Maestro Nazionale Sergio Specogna di Trieste. Per quanto riguarda il regionale a squadre invece, dopo quattro anni di dominio tolmezzino la squadra di Trieste riconquistò a Pordenone il titolo, grazie alla bravura ed all’esperienza dei vari G.M.° Sergio Specogna, C.M.° Sergio Pastrovicchio ed al M° Otello Affatati. Nel contempo dopo innumerevoli gare e tornei nazionali si arrivò ai veri e propri traguardi importanti, come i campionati nazionali. Il primo di questi fu il campionato a squadre di dama internazionale, dove la formazione di Torino, composta da Aboubacar Sadikh Diop, Luca Iacovelli e Loris Milanese, vinse il titolo tricolore. Malgrado queste grandi performance, ai campionati individuali di Venzone (UD), nessuno di essi riuscì ad impensierire il Grande Maestro Walter Raimondi, che in Provincia di Udine conquistò il suo ottavo titolo. Nel contempo per la specialità all’italiana, Livorno impose in Sicilia il proprio strapotere, vincendo il tricolore. Sempre nella medesima disciplina, ma nella modalità individuale, fu ancora il Grande Maestro Mario Fero ad avere la meglio, confermandosi per la sesta volta campione italiano assoluto. Da quest’anno inoltre si sono svolti i campionati italiani di dama inglese, novità che ha suscitato subito entusiasmato gli appassionati, in quando questa disciplina offre la possibilità di espatriare oltre oceano e giocarsi persino i campionati del mondo. Giustappunto, la storia recente ci ricorda come in un’impresa memorabile, il Grande Maestro Michele Borghetti di Livorno, il mese scorso volò a Dublino e lasciando tutti a bocca aperta per la propria genialità, sbaragliò la concorrenza, conquistando il diritto a giocarsi il prossimo mese di marzo 2011 il match per il titolo mondiale, contro il pluricampione statunitense Moiseyev. Questa è di certo l’impresa più importante di tutta la storia della Federazione. Rimanendo dunque a livello internazionale, si ricordano le vittorie italiane alle quattro nazioni in Rep. Ceca, coronata del terzo posto alla Millenium Cup di Claudio Ciampi. Ottimi risultati anche per la nazionale under 25 e per il maestro triestino Luca Lorusso agli europei in Polonia. Vediamo infine il primo di una serie di analisi sui finali, tratti dal famoso libro “Maccagni”, dove il bianco muove e vince con una raffinata strategia. (Soluzione: 25-21 07-11 22-18 14-19 18-13 10x26 29x06 B.V.)

mercoledì 15 dicembre 2010

Dal M.V. di oggi, mercoledì 15.12.2010

Conclusi con successo i giochi sforzeschi a Milano

Si sono appena conclusi i tornei damistici inseriti nel contesto dei tradizionali Giochi Sforzeschi, manifestazione sponsorizzata dall’ Università Europea degli Sport della Mente e organizzata da Italia Kiin - Accademia dei Giochi con il contributo e patrocinio della D.G. Giovani Sport, Turismo e Sicurezza di Regione Lombardia e con il patrocinio di Comune di Milano. L’evento, oramai diventato storico viste le innumerevoli edizioni svolte, si è appunto dimostrato il contorno ideale per le tre gare di dama italiana ed internazionale svolte dal 04.12 al 08.12, in quanto è stato possibile per gli atleti, giocare in un contesto ricco di pubblico interessato ed incuriosito dalla disarmante semplice complessità che solo il gioco della dama può offrire, considerando anche la grande diffusione di questo svago popolare. Per semplice complessità si intende la facilità con cui ogni persona può velocemente apprendere quale sia lo scopo del gioco, ed i propri mezzi per conseguire i risultati, ma ben più complicate si rivelano poi le dinamiche e gli schemi di questa affascinante disciplina, che vanta miliardi di miliardi di combinazioni possibili, per quanto riguarda la classica dama italiana, mentre alla dama internazionale và di certo il titolo di gioco più complesso al mondo, sempre considerandolo all’interno della propria categoria. La maggiore complessità e diversità della dama a sistema internazionale è determinata dal fatto che innanzitutto è costituita da un maggior numero di caselle (100) e di conseguenza anche di pedine (40) e che la dama può anche essere presa dalle singole pedine, pur quest’ultima possedendo la dote degli alfieri negli scacchi, cioè la capacità di saltare un numero indefinito di caselle sulle proprie diagonali. Tutto ciò favorisce lo scaturire di incredibili combinazioni che rendono affascinante lo studio della tecnica e della posizione in gioco. Tornando invece ai giochi di Milano, vera ultima sessione agonistica della stagione, si segnalano due grandi nomi di grandi campioni che in questa occasione si sono confermati aggiudicandosi rispettivamente il XII Memorial Franzioni e la Coppa Città di Milano. Il primo si chiama Marcello Gasparetti del CD Romano, che con 8 punti si aggiudica la gara di dama italiana superando per quoziente il Grande Maestro Daniele Bertè ed il Maestro Bresciano Diego Signorini. Penalizzato dal quoziente, ed a un solo punto di distanza si posiziona 5° il Grande Maestro Mario Fero, Campione Italiano in carica. Il secondo illustre nome invece, è quello di Eusebio Cabral de Brito Matos, che nella gara a sistema internazionale precede tutti a quota 7 punti, aggiungendo la ciliegina sulla torta del 2010, che lo ha reso indubbiamente uno dei protagonisti assoluti di questa disciplina. Nel contesto milanese, si sono svolti inoltre i primi campionati italiani a coppie di dama internazionale, vera novità di quest’anno. Ad avere la meglio è stato il duetto composto dal Grande Maestro Daniele Bertè ed il compagno, il Maestro Roberto Tovagliaro. Vediamo infine nel consueto schema, un finale di dama italiana in cui il bianco muove e vince. (Soluzione: 15-11 24-6 25-21 19-28 21-5 30-23 5-2 8-15 2-18 28-23 18-22 23-20 22-19 20-24 19-23 B.V.)

martedì 14 dicembre 2010

Dal M.V. del 08.12.10

Didattica damistica, Franco Manetti di Livorno svela i segreti


Per gli appassionati della tecnica agonistica si dedica con la rubrica odierna, uno spazio riguardante le più belle partite giocate nei campionati italiani assoluti, trovate ed analizzate dal maestro bresciano Pierluigi Perani. Vediamo una brillante partita giocata al campionato assoluto di Marghera (2003) tra i maestri Franco Manetti di Livorno e Leopoldo Duo’ di Rovigo. Prima di analizzare la partita è doveroso fare una breve presentazione del grande campione Manetti. Nato nel 1948 in provincia di Pisa, risiede a Livorno da oltre 40 anni. Inizia a giocare a dama nel 1963 presso il Circolo Poligrafici. Nel 1964, all'età di 16 anni, vince ad Albissola Marina (SV) il Campionato Italiano Juniores. In quegli anni a Livorno Manetti ha avuto l’opportunità di approfondire lo studio giocando con grandi giocatori di importanza nazionale, basti pensare al grandissimo Piero Piccioli, campione Italiano assoluto per ben 7 volte, al Campione Italiano assoluto del 1964 Manlio Ganni, al grande teorico Maestro Arturo Gennari, al Maestro Vestri, e al Maestro Greganti, e tanti altri grandi giocatori che in quel periodo frequentavano il circolo damistico livornese come Luciano Gennari, G. Franco Mariani, questi ancora in attività. Sale velocemente di categoria vincendo numerose gare al punto di essere promosso alla categoria nazionale scavalcando a piè pari la allora categoria regionali. Il Manetti è l' unico componente della squadra ad essere sempre presente in tutte le edizioni vinte dalla squadra di Livorno, compresa quella appena trascorsa di Palermo. Nel 1984 vince in Sardegna a Quartu S. Elena (CA) per distacco il Campionato Italiano dei Candidati Maestri, guadagnandosi così sul campo il titolo di Maestro. Dal 1985 è stato quasi sempre presente al Campionato Italiano Assoluto, ( partecipa 16 volte) ottenendo per due volte l' Oscar per la miglior partita disputata durante l' arco di un intero campionato (1985 - 1988) Nel 1988 al Campionato Italiano Assoluto si piazza al terzo posto con lo stesso punteggio del primo. Manetti ha Vinto numerose gare nazionali tra cui il prestigioso Trofeo Burlamacco di Viareggio (vittoria in tre edizioni) a cui partecipavano i più titolati giocatori italiani, la Coppa Città di Pontedera (per tre edizioni), la Gara di Monsigliolo (PG) ed altre. Ha vinto inoltre per due volte l' importante Coppa Città di Perugia gara nazionale della durata di due giorni. Al Campionato Italiano Assoluto del 2002 si è classificato al 5 posto. Tutto questo senza considerare che Franco Manetti è l’allenatore, se così si può definire, o meglio il più fedele compagno del Grande Maestro Michele Borghetti, il più grande giocatore di tutti i tempi, ora nuovo sfidante per il titolo mondiale di dama inglese. La partita in questione scaturisce dall’apertura 42 considerata leggermente favorevole al nero ma che registra nell’edizione dei campionati italiani da cui è stata estrapolata, sei vittorie al bianco 3 pareggi e 2 vittorie al nero. Vediamola: Franco Manetti (Bianco) – Leopoldo Duo’ (nero) 22-18, 10-13; 27-22, 13-17; 31-27 (a), 12-15!; 23-20, questa mossa all’apparenza debole risulta invece insidiosa 5-10; 18-13! rottura forzata, 9x18; 21x5, 1x10; 22-18, 7-12; 26-22(b), 4-7;. 29-26, 12-16; 28-23 novità , 10-14; 18-13, 6-10; 13x6, 3x10, 22-18, 14x21; 25x18, 10-14; (vedere diagramma) A questo punto il bianco muove e vince con 26-22, bellissima continuazione che avvantaggia il bianco, 14x21; 23-19, 16x23; 19x3, 11-14; 27x20, 21-26; 30x21, 17x26; 3-6, 26-30; 6-10, 30-27; 10x19, 27x18; 20-15, 2-6; 15-11, 6x15; 19x12, Bianco vince a) la miglior linea difensiva a disposizione del bianco, tale rottura viene eseguita per contrastare le possibili legature nella zona del biscacco. b) 27-23, 12-16;. 18-14, 10x19; 23x7, 4x11, 26-22, 16x23; 28x12, 8x15; 32-28, 3-7; 28-23, 7-12; 22-18, 12-16; 25-21, 17x26; 29x22, 15-20;. 24x15, 11x27; 30x23, 6-10 pari Roddi - Lo Galbo campionato 1982

Dal M.V. del 01.12.2010

Campionato a squadre: Livorno campione d’Italia

I campioni del circolo damistico Livornese “Piero Piccioli” si riconfermano a Palermo campioni d’Italia. La formazione guidata dal capitano, il GM° Michele Borghetti, e composta da Marcello Fantozzi, Franco Manetti ed Alessandro Malotti, sbaraglia la concorrenza aggiudicandosi tutti gli incontri, staccando di addirittura tre punti la seconda classificata, l’ottima Messina. Il pronostico dunque è stato confermato pienamente, anche se a dover di cronaca l’edizione appena conclusa si è dimostrata per certi aspetti meno competitiva rispetto alle edizioni precedenti. Molto ha influito la vicinanza con i campionati individuali assoluti, che sono stati appena disputati in Puglia. Questo però nulla toglie ai livornesi, che non fanno testo, essendo a parere di molti la squadra più forte in assoluto. Tornando alla cronaca dell’evento, il CD Piccioli di Livorno con sette vittorie su sette partite, 14 punti finali, inserisce nel proprio nutrito palmares un altro Scudetto a Squadre. Secondo posto per la squadra del DLF Messina, che conquista 11 punti e sale sul podio con Palermo 2 che chiude a 9 punti. Questa la classifica finale: 1° ASD CD Livornese "Piero Piccioli" p. 14/14; 2° ASD DLF Messina p. 11; 3° ASD CD "Palermitano 2" p.9; 4° ASD CD "Paolo Ciarcià" p. 7; 5° ASD Dama Club Pordenone p. 6.52; 6° CD Cosenza p. 6.48; 7° ASD DLF "Messina 2" p. 6.41; 8° ASD CD "Palermitano 3" p. 5.54.22; 9° ASD CD Palermitano p. 5.54.21; 10° ASD CD "Paolo Ciarcià 2" p. 1. Degna di nota invece la prestazione della formazione del Circolo Damistico “Dama Club” Pordenone, che eguaglia il 5° posto ottenuto da Tolmezzo nell’edizione ’08. Pordenone ottiene così uno storico risultato, che onora il Friuli Venezia Giulia e la propria squadra, composta da Matteo Santarossa, Michele Gaiarin, Mariano Dall'Asta ed Emilio Nadal. Ha diretto il Campionato Benito Cataldi coadiuvato da Domenico Alioto e Salvatore Lo Faso. La premiazione, contraddistinta dal rituale Inno Nazionale, è stata preceduta dai controlli antidoping curati dal medico sportivo indicato dal CONI di concerto con il Presidente della Commissione Medica e Antidoping della FID, dott. Gaetano Mazzili, e con il responsabile organizzativo e Delegato Regionale prof. Severino Sapienza Sorteggiati Franco Manetti ed Alessandro Malotti della squadra prima classificata e Francesco Gitto della seconda classificata. Nel frattempo a Tolmezzo, si sono svolti i campionati provinciali di dama internazionale, ultima competizione locale per quanto riguarda il calendario ufficiale FID. Ad aggiudicarsi la gara, il grande Walter Zorn, triestino, tesserato con il CD “Bruno Marini” di Tolmezzo. Per quanti non lo sapessero, Zorn è stato campione italiano assoluto di questa specialità nell’anno 1977. Segue in seconda posizione il neo campione italiano del 3° gruppo, Giuliano Giacobbi, che conferma il proprio brillante momento di forma. Da segnalare, sempre per quanto riguarda la dama internazionale, la brillante partecipazione del Maestro Walter Zorn al Torneo Bliz di un paio di settimane fa a Ljubjana (SLO), dove a punteggio pieno si aggiudica la gara, superando il maestro olandese Bart Stegeman e lo sloveno Luciano Sulin. Prossimamente in Carnia avrà inizio il tradizionale torneo dei bar di dama italiana, che quest’anno giungerà alla 33° edizione. Vediamo infine nel diagramma, una combinazione di dama italiana in cui il bianco muove e vince. (Soluzione: 10-5 18-20 19-23 9-11 23-14 13-17 14-18 17-21 18-25)

lunedì 29 novembre 2010

Dal M.V. del 24.11.2010

Mario Fero si riconferma campione d’Italia

Anche per quest’anno la stagione agonistica sta volgendo al termine, emettendo dunque i primi importanti verdetti, che saranno definitivi solo a dicembre, quando oltre ai campioni individuali, si stabilirà quale tra le fortissime contendenti dei prossimi campionati di Palermo, sarà la nuova squadra campione d’Italia. Si sono da poco conclusi infatti i campionati italiani riguardanti assoluto, 2° e 3° gruppo di dama italiana, molto ben organizzati da Claudio Siciliano, presidente del CDS pongano (LE) e fiduciario provinciale FID. I giochi sono stati ospitati presso l’hotel Terminal di Santa Maria di Leuca, frazione del Comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce. Coadiuvati dunque dallo sfondo incantevole delle bellezze pugliesi, i damisti hanno potuto dare il meglio di loro durante i sedici intensi turni che hanno caratterizzato il girone dell’assoluto. Dopo un entusiasmante testa a testa iniziato quasi subito e durato sino alla fine, tra il campione italiano in carica, GM Mario Fero ed il già campione italiano GM Mirco De Grandis, ad avere la meglio è risultato ancora una volta, la sesta per la precisione, il più esperto Mario Fero, che ha fatto valere come dote risolutrice il proprio temperamento calmo e lucido, che a questi livelli, avendo molte pressioni con cui fare i conti, non è cosa da poco conto. Campionati che si giocano appunto sulle finezze, sui caratteri, e sui momenti di forma più o meno fortunati, perché è doveroso dirlo, a questo livello, la differenza tecnica tra i primi è davvero impercettibile. Grandi menti, capaci di lunghe ore di riflessione, in completa solitudine, dove solo la pace con se stessi, la propria autostima e il proprio temperamento accompagna loro, i damisti, protagonisti assoluti di questo magnifico ed appassionante mondo più prossimo ad una dimensione spirituale e filosofica che terrena. A tutti loro, artefici di questi sport minori e poco seguiti dalle luci della ribalta, ha portato un sincero saluto il Grande Maestro Michele Borghetti, reduce dalla travolgente esperienza al campionato del mondo di Dublino, che per quanti non lo sapessero, ha conquistato il diritto a disputare il match per il titolo mondiale, passando già di per sé alla storia del damismo italiano. Il grande maestro ha presenziato comunque alla manifestazione, giocando nella categoria lampo e semi lampo, ed ottenendo un primo ed un secondo posto per quoziente. Tornando alle classifiche, secondo posto quindi per il GM Mirco De Grandis, unico a contendergli il titolo fino all'ultimo, terzo Diego Signorini che assieme a De Grandis e Maijnelli è rimasto imbattuto. Nel Secondo Gruppo (a tempo standard) si è imposto Sandro Chieregato mentre nel Terzo gruppo ha vinto Luca Iacovelli, per quoziente su Dell'Erba. Nel pomeriggio del 13 novembre si sono svolti i Campionati Italiani Lampo e Semilampo con la presenza appunto dello sfidante in pectore al Titolo Mondiale “3-Move” GM° Michele Borghetti. Campione Italiano lampo Fancesco Gitto. Campione Italiano Semilampo il GM° Michele Borghetti. Ora l’attenzione si sposta dunque ai prossimi campionati italiani a squadre di Palermo che si svolgeranno nel prossimo fine settimana. Vediamo infine nel consueto schema un finale di dama italiana dove il bianco muove e vince in tre mosse più il finale. (Soluzione:15-11 8-24 11-27 29-31 23-20 b.v.)

Dal M.V. del 17.11.2010

Titolo mondiale di dama, Borghetti c’è.
Il suo nome è Michele Borghetti, il grande maestro livornese che nei primi mesi del 2011 sfiderà Alexander Moiseyev, il campione del Mondo Russo, naturalizzato americano. Si pensava che il torneo di Dublino, un torneo tra i candidati al titolo mondiale, avrebbe dato ancora una volta campo libero al fortissimo giocatore delle Barbados Ron King per disputare l’ennesimo match tra i due fuoriclasse della dama inglese. Invece il nostro pluricampione di dama italiana e internazionale Michele Borghetti ha rotto loro le uova nel paniere riuscendo a strappare negli ultimi due turni in un finale al cardiopalma la qualificazione a sfidante ufficiale del Campione del Mondo. Nel 2011 infatti, ci sarà la sfida tra il Campione del Mondo di dama inglese Alex Moiseyev e l’azzurro Michele Borghetti. Dal 1847, anno in cui si disputò il primo match mondiale di dama inglese, per la prima volta nella lunga storia delle sfide a livello intercontinentale, si vedrà un giocatore italiano sfidare un rappresentante del damismo anglosassone in un match che per la dama potrebbe avere la stessa valenza che ebbe nel 1972 lo scontro scacchistico tra Fischer e Spassky. Il damismo italiano potrebbe trovare nuova linfa e paradossalmente persino la nostra dama italiana potrebbe rientrare in gioco a livelli mondiali. Tornando alla cronaca dell’evento, quando tutto sembrava complicato, in pieno stile Miche Borghetti, ha tirato fuori un colpo di genio, tipico del Gran Maestro Livornese, e il "re" Ronald King, seppur per quoziente, viene superato, e dopo decenni verrà quindi spezzata la serie che vedeva seduti a contendersi il Titolo Mondiale Alexander Moiseyev e Ronald King. Ma occorre andare per ordine. Dopo la prima giornata R. King e Bashim Durdyev comandano la classifica a 7 p.ti, seguiti da S. e M. Mc Cosker e dall'Azzurro Michele Borghetti a 6 p.ti, a solo un punto dalla vetta, seguiti da diversi giocatori a 5 punti. Dopo tre turni R. King a10 p.ti, M. Borghetti 9 p.ti, Bagyiyar Durdyev, M. Holmes e S. Mc Cosker 8, Hannihan e Owens 7, etc. Nel quarto turno il Gran Maestro italiano affronta il campione delle Barbados: Borghetti contro King, l'incontro più atteso del challenger, forse quello decisivo, finisce 2 a 2: nella prima partita dopo un buon avvio Borghetti deve cedere ma nel ritorno rischia, forza, va all'attacco ed alla fine riesce a piegare Ron King, cosa possibile a pochi al mondo. Nel quinto turno Tovagliaro ha affrontato King, strappando un punto (finisce 1-3) e Borghetti si supera rifilando il suo primo 4-0 alla Durdyeva e balzando in vetta alla classifica. Nel sesto turno King batte Holmes (4-0) mentre Borghetti supera Webster (3-1). Nel settimo turno King pareggia con Schwatrz (2-2) mentre Borghetti cede a Mc Cosker (tentando il tutto per tutto per agganciare nuovamente King, ma alla fine è 1-3). In classifica R. King a 21 p.ti, M. Borghetti a 19 p.ti, Mc Cosher a 19. Tutto ancora è possibile visto che nell'ultimo turno King affronterà proprio Mc Cosker. Il GM° Michele Borghetti è la vera grande sorpresa del torneo, e l’unico in grado di contrastare King, questi i commenti degli addetti ai lavori. Si rivela infatti costante il ritmo del GM Michele Borghetti (1° turno 3-1 a Tovagliaro, 2° turno 3-1, 3° turno 3-1, 4° turno 2-2 con King; 5° turno 4-0; 6° Turno 3-1; score: 7V 4N 1P), più altalenante ma comunque bravo il M° Roberto Tovagliaro (1-3, 4-0, 4-0, 2-2; 1-3; 1-3; 5V 3N 4P). A due turni (doppi) dalla fine restano solo due giocatori in grado di contendersi il titolo: King e Borghetti, e tutto è ancora aperto, come aveva commentato il Presidente della Confederazione damistica mondiale Hugh Devlin, dopo 4 turni. Nell'ultimo turno avviene il meglio. King fa 2-2 con McCosker, Michele Borghetti rifila un 4-0 al suo avversario, recupera i due punti di distacco e vince per quoziente. Di seguito le parole del presidente WCDF Hugh Devlin, di semplice traduzione: "1st M. Borghetti 23pts (SB 417), 2nd R. King 23pts (SB 412) , 3rd S. Mc Cosker 20pts. Congratulations to M. Borghetti on winning the overall QT 2010 and having the right to challenge Alex Moiseyev for the World 3 Move Championship Title." Vediamo infine nel diagramma una combinazione di dama italiana in cui il bianco muove e vince. (Soluzione: 18-21 25-18 11-7 18-11 28-24 27-18 19-14 10-19 24-20 1-10 20-15 11-20 2-5 4-11 5-30)

venerdì 12 novembre 2010

MICHELE BORGHETTI PER IL TITOLO MONDIALE


E' il Grande Maestro Livornese a qualificarsi al match per il titolo iridato

Ci abbiamo sperato, abbiamo incrociato le dita, sapevamo che Super"Miki" poteva compiere l'impresa, e quando tutto sembrava complicato, in pieno stile Miche Borghetti, ha tirato fuori un colpo di genio, un finale al cardiopalmo tipico del Gran Maestro Livornese... e il "re" Ronald King, seppur per quoziente, viene superato e dopo decenni verrà spezzata la serie che vedeva seduti a contendersi il Titolo Mondiale Alexander Moiseyev e Ronald King. Michele Borghetti regala all'Italia ed alla FID la storia, entrando nell'Olimpo del damismo mondiale, affermando la qualità di gioco dei damisti italiani e dimostrando di essere non solo il più forte giocatore italiano di tutti i tempi (a soli 37 anni) ma anche uno dei più forti giocatori del Mondo... Anche Alexander Moiseyev un po' ci sperava, aveva scritto in questi giorni che era stimolato di confrontarsi con il Campione italiano che in un gioco non tipicamente suo (ricordiamo che si giocava la specialità della dama inglese, non l'italiana), ha strabiliato tutti, tranne - lo sappiamo bene - i damisti italiani consapevoli delle grandissime doti di Super"Miki".

La W.C.D.F. (World Checkers and Draughts Federation) aveva ufficialmente aperto il “3-Move Qualification Tournament 2010” (torneo di selezione, specialità dama inglese, con le 3 mosse iniziali sorteggiate), che si è svolto a Dublino il 27 ottobre per terminare il 30 ottobre con il risultato più bello della storia della Federazione Italiana Dama.
L'avevamo definito un torneo che ricorda confronti d’altri tempi… e la bellezza, l'altalenanza dei risultati, la mancanza di notizie (appena un forum saltuariamente aggiornato), ha dato forse ancor più fascino all'impresa coronata dal meritatissimo successo del Gran Maestro Michele Borghetti!

Questo l'andamento degli ultimi turni.

Dopo sei turni il Campione Azzurro, il GM° Michele Borghetti è l'unico in grado di poter contrastare King, riportatosi avanti di un solo punto... Ma dietro King (19 p.ti) e Borghetti (18 p.ti) il vuoto: il terzo in classifica ha appena 15 punti.

Dopo il settimo turno negativo per l'Italia, ancora al comando King a 21 punti (King 2-2 con Schwartz), seguito da Borghetti a 19 p.ti, e da Mc Cosker (che ha battuto 3-1 Borghetti), ma tutto è ancora possibile. Nell'ultimo incontro King affronterà Mc Cosker.
Nell'ultimo turno avviene il meglio. King fa 2-2 con McCosker, Michele Borghetti rifila un 4-0 al suo avversario, recupera i due pundi di distacco e vince per quoziente. Di seguito le parole del presidente WCDF Hugh Devlin, di semplice traduzione:


"1st M. Borghetti 23pts (SB 417), 2nd R. King 23pts (SB 412) , 3rd S. Mc Cosker 20pts. Congratulations to M. Borghetti on winning the overall QT 2010 and having the right to challenge Alex Moiseyev for the World 3 Move Championship Title."
by Hugh Devlin on Sat Oct 30, 2010

Dopo la prima giornata R. King e Bashim Durdyev comandano la classifica a 7 p.ti, seguiti da S. e M. Mc Cosker e dall'Azzurro Michele Borghetti a 6 p.ti, a solo un punto dalla vetta, seguiti da diversi giocatori a 5 punti. Dopo tre turni R. King a10 p.ti, M. Borghetti 9 p.ti, Bagyiyar Durdyev, M. Holmes e S. Mc Cosker 8, Hannihan e Owens 7, etc... Nel quarto turno il Gran Maestro italiano affronta il campione delle Barbados: Borghetti contro King, l'incontro più atteso del challenger, forse quello decisivo, finisce 2 a 2: nella prima partita dopo un buon avvio Borghetti deve cedere ma nel ritorno rischia, forza, va all'attacco (come sa fare solo lui!) ed alla fine riesce a piegare Ron King, cosa possibile a pochi al mondo. Nel quinto turno Tovagliaro ha affrontato King, strappando un punto (finisce 1-3) e Borghetti si supera rifilando il suo primo 4-0 (sta carburando) alla Durdyeva e balzando in vetta alla classifica.
Nel sesto turno King batte Holmes (4-0) mentre Borghetti supera Webster (3-1).
Nel settimo turno King pareggia con Schwatrz (2-2) mentre Norghetti cede a Mc Cosker (tentando il tutto per tutto per agganciare nuovamente King, ma alla fine è 1-3). In classifica R. King a 21 p.ti, M. Borghetti a 19 p.ti, Mc Cosher a 19. Rutto ancora è possibile visto che nell'ultimo turno King affronterà proprio Mc Cosker.
Il GM° Michele Borghetti è la vera grande sorpresa in grado di contrastare King, questi i commenti degli addetti ai lavori. Costante il GM Michele Borghetti (1° turno 3-1 a Tovagliaro, 2° turno 3-1, 3° turno 3-1, 4° turno 2-2 con King; 5° turno 4-0; 6° Turno 3-1; score: 7V 4N 1P), più altalenante ma comunque bravo il M° Roberto Tovagliaro (1-3, 4-0, 4-0, 2-2; 1-3; 1-3; 5V 3N 4P). A due turni (doppi) dalla fine restano solo due giocatori in grado di contendersi il titolo: King e Borghetti, e tutto è ancora aperto, come aveva commentato il Presidente della Confederazione damistica mondiale Hugh Devlin, dopo 4 turni... Nell'ultimo turno avviene il meglio. King fa 2-2 con McCosker, Michele Borghetti rifila un 4-0 al suo avversario, recupera i due pundi di distacco e vince per quoziente. Di seguito le parole del presidente WCDF Hugh Devlin, di semplice traduzione:

"1st M. Borghetti 23pts (SB 417), 2nd R. King 23pts (SB 412) , 3rd S. Mc Cosker 20pts. Congratulations to M. Borghetti on winning the overall QT 2010 and having the right to challenge Alex Moiseyev for the World 3 Move Championship Title."
by Hugh Devlin on Sat Oct 30, 2010
http://www.usacheckers.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=2144&sid=122cfcd1a4bcd0f9241bc4634d245e6c&start=195

Dal M.V. del 10.11.2010

Nel gioco veloce 2° scudetto per Tondo

Si sono conclusi positivamente i campionati italiani di dama internazionale che quest’anno la cittadina di Venzone ha ospitato, su proposta del comitato organizzatore, il Circolo Damistico “Bruno Marini” di Tolmezzo. I giocatori, provenienti da tutte le regioni d’Italia, sono stati suddivisi in base al proprio punteggio Elo Rubele in quattro gruppi, per un totale di quaranta agonisti, tra i più preparati di questa particolare disciplina. Nel gruppo più importante, l’assoluto, il Grande Maestro torinese Walter Raimondi ha dominato il torneo, staccando gli altri giocatori addirittura di due punti, conquistando così il suo ottavo titolo italiano. Raimondi conferma con questa brillante vittoria, il suo smagliante stato mentale, dimostrando ancora una volta di essere il giocatore più forte di questa disciplina. Secondo posto per il Grande Maestro Daniele Bertè del C.D. Savonese, che reduce dalla medaglia d’argento agli europei under 60, è stato in grado di tenere testa al vincitore, e scavalcare l’oramai ex campione italiano, il triestino Luca Lorusso. Nel secondo gruppo grande vittoria per il cagliaritano Lussorio Intilla del C.D. Sanluri, che con 15 punti stacca Marco Capaccioli del C.D. Banca Toscana Sezione Dama e Stefano Valentini del C.D. Adamello. Ottima prestazione per il pordenonese Matteo Santarossa, che concludendo la gara ad un solo punto dal terzo, sfiora il podio pagando una serie di piccoli errori che lo penalizzano nella classifica finale. Nel combattuto terzo gruppo il circolo damistico di Tolmezzo fa il pieno e si aggiudica l’intero podio, eleggendo vincitore Giuliano Giacobbi che per quoziente ha la meglio su Massimo Volpi. Terza posizione ad un solo punto dal primo per Giovanni Urban, che si rende protagonista di una performance davvero importante, in quanto essendo stato ripescato dal quarto gruppo, partiva in teorico svantaggio nei confronti di tanti altri suoi sfidanti. Ottiene infatti la promozione alla categoria Regionale. Per Giacobbi Giuliano è doveroso fare una meritata parentesi per ricordare che è l’unico giocatore della regione ad aver vinto il titolo di terza serie sia a dama italiana che internazionale. Il quarto gruppo viene conquistato dal circolo damistico Udinese, nella persona di Giampietro Collavizza, che con una gara attenta precede Giuseppe Finco del Dama Club Campagnola e Franco Zanussi del C.D. Tolmezzo. Nella giornata di domenica pomeriggio, si sono disputati anche i campionati italiani lampo e semilampo, dove ha avuto modo di cimentarsi anche il Presidente della Regione, nonché Presidente della Federazione Italiana Dama, Renzo Tondo. Ebbene, pur essendo lontano dal gioco da molto tempo, il Presidente è riuscito nell’impresa di aggiudicarsi il titolo italiano di categoria, staccando la bravissima Simona Pagani del C.D. Bresciano ed il già campione italiano Pablo Zanussi. Per Tondo questo è il suo secondo scudetto nel gioco veloce, che va ad arricchire il proprio fornito palmarès. Per quanto riguarda l’assoluto, è sempre Raimondi il mattatore del torneo, riuscendo infatti nell’ardua impresa di aggiudicarsi anche le categorie lampo e semilampo. A premiare il campione italiano erano presenti le autorità locali e la vedova del Maestro Bruno Marni di Tolmezzo, che assieme agli arbitri Cosimo Crepaldi, Rosa Aglioti e Maurizio Redivo hanno dato vita alla cerimonia di chiusura. Vediamo come di consueto una bella combinazione di dama internazionale, dove in questo caso dopo poche mosse di apertura il bianco muove e approda a dama, ipotecando così una probabile vittoria. (Soluzione: 26-21 17-26* 32-28 23-32 37-28 26-46 29-23 18-29 34-5 la dama deve ora mangiare il pezzo bianco sulla diagonale, diventando però, ovunque casella occupi dopo la cattura, preda della dama avversaria. * oppure 16-27 32-21 17-26 33-28 23-32 37-28 26-46 29-23 18-29 34-5……)

venerdì 5 novembre 2010

Dal M.V. del 03.11.10

Silvano Merluzzi, il filosofo della dama.

Le persone sono tutte uguali di fronte alle regole della natura, ma in vita ci sono delle personalità che più di altre riescono a catturare i sentimenti a volte positivi ed a volte negativi della gente. C’è chi lo chiama carattere, chi lo chiama carisma, chi sensibilità, dote, intelligenza o qual si voglia qualità. Una cosa sicura è che certe persone lasciano davvero il segno dove passano, e quando vengono a mancare questo diventa la via per gli altri, come un profondo solco nel terreno che fa drenare la pioggia, rimanendo per certi versi sempre presenti tra noi. Per chi lo ha conosciuto bene, e dunque per chi ha avuto il privilegio di contrarre amicizia con Silvano queste parole non sono retorica, ma la pura verità. Silvano Merluzzi, di professione commerciante nasce a Piedim di Arta Terme nel 1946. Primo di quattro fratelli, trascorre i primi anni del dopoguerra come tanti altri suoi coetanei, senza tante comodità. Cresce in paese, dove stringe vere e durature amicizie con i compaesani e non solo. Verso la fine degli anni ’70, rileva il negozio di generi alimentari gestito per anni dal padre. Nel frattempo si crea una famiglia, arrivano le figlie e il lavoro inizia a prendere una piega stabile. Questo mestiere metterà in evidenza le qualità di questa persona eccezionale. Disponibile a qualsiasi orario verso tutti, in quanto si sa, in un paese di 200 anime la “bottega” alimentare era a quei tempi così vicini, ma già così distanti, il centro commerciale di allora, dove si poteva trovare un po’ di tutto. Una sorta di centro servizi dove si acquistava l’essenziale per ogni famiglia. Gli orari però non erano rigidi come nella vita moderna, quindi si trovava a dover soddisfare ogni esigenza anche nelle ore più impensate. Non era raro vederlo passare con la carriola cigolante carico di bombole del gas, anche di domenica o addirittura nella giornata di Natale. Chi rimaneva senza fiamma per l’arrosto chiamava, e lui sorridendo accorreva. Consegnava persino la spesa a domicilio nei paesi limitrofi, senza però addebitare alcun supplemento. La sua vita è sempre stata serena, al servizio del prossimo e della famiglia, amando tutti gli sport, ma uno in particolare: la dama! Grande appassionato e promotore del gioco si dedicava con grande entusiasmo nell’attività sia di dirigente del circolo tolmezzino, sia come organizzatore di tornei, dando particolare attenzione alla parte promozionale rivolta ai giovani. Ragazzi che personalmente scorazzava a gare e campionati, regalando loro grandi gelati come premio. Anche se la vita non sempre gli ha sorriso, è sempre riuscito a mantenere una serenità invidiabile, frutto della sua ferrea filosofia di vita. Era consueto sostenere che è inutile affannarci tanto per una o per l’altra ragione, tanto diceva “ quando vien l’ora di staccare il biglietto, si parte…”. Una colonna portante insomma, in tutti gli ambienti nei quali ci metteva il naso. Pio, una sera d’estate di qualche anno fa, improvvisamente il suo treno è partito. Aveva pronto in tasca il suo biglietto, che non ha esitato timbrare. Il solco è rimasto. L’acqua ha ripreso a defluirci e Silvano è sempre tra loro, i suoi amici del circolo damistico “Bruno Marini” di Tolmezzo. Vediamo un finalino proposto da un amico di Silvano, il quale ricorda di aver scritto la partita durante un incontro che li aveva visti avversari, e alla domanda: “Silvano, scusa, cosa hai mosso che devo segnare? Lui rispose: scrivi Silvano vince…..” ed infatti il bianco muove e vince. (Soluzione: 18-21 25-18 11-7 18-11 28-24 27-18 19-14 10-19 24-20 1-10 20-15 11-20 2-5 4-11 5-30)